Quante volte ti è capitato di sentirti dire “gioca a testa alta!” ?

Analizziamo questa “azione” (feedback) utilizzato di frequente sui campi di calcio.

Abbiamo riscontrato che molti errori tecnici sono frutto di un’errata scelta visiva del giocatore / giocatrice, consapevole o meno: guarda l’obiettivo (compagno o porta), anziché la sfera, nel momento dell’impatto piede-palla. Che sia frutto di una mancanza di consapevolezza della scaletta cognitiva alla base del gesto tecnico, o forse, dobbiamo imparare a curare meglio la comunicazione con i giocatori e / o giocatrici che alleniamo? Siamo davvero sicuri che sia necessario “giocare sempre a testa alta” per ottenere il risultato ottimale che abbiamo pensato?

Abbiamo osservato che i giocatori e le giocatrici dei più alti livelli del calcio mondiale, quando sono in possesso di palla “danzano” con gli occhi, osservando il movimento dei compagni, degli avversari, “il gioco”, negli intervalli di tempo tra un tocco e l’altro. Maggiore è la difficoltà del tocco, per forza e intensità, e maggiore deve essere l ‘attenzione sulla sfera per ottenere una giocata corretta, efficace ed efficiente. Durante una conduzione di palla senza alcuna pressione avversaria, ad esempio, specie se ci si trova in una zona centrale di campo, è possibile concentrare la propria attenzione visiva maggiormente sul movimento dei compagni.  In un lancio lungo, invece, sarà importante che durante la fase di impatto con la palla la si stia guardando in un punto determinato per ottenere il risultato corrispondente, come un’equazione matematica.

Noi di Football Science proponiamo un altra “visione”: “SGUARDO A 45 °!”

Partendo dalla prima regola: “palla sempre davanti”, tracciamo un asse verticale che attraversa il soggetto giocatore / giocatrice, e uno parallelo al terreno di gioco, partendo dalla sommità della  del giocatore/giocatrice. Noi proponiamo a mantenere il capo ad un’angolazione di 45 ° (guardando in avanti). In questo modo si potrà far “danzare” gli occhi tra palla e “gioco”: gli occhi sono più veloci dei movimenti del collo. Durante un gesto frontale per superare un difendente avversario, il focus visivo dovrà essere maggiormente concentrato sulla palla, in quanto la visione periferica ci darà la possibilità di cogliere “tempi” e  “spazi” per una scelta più efficace possibile. Si sposterà l’attenzione visiva sul campo, una volta superato l’avversario.

Cos’è la visione periferica?

Facciamo un piccolo esperimento: da posizione eretta posiziona un oggetto qualsiasi per terra davanti ai tuoi piedi ad una distanza di circa 30/40 cm; poni il capo a 45 ° come abbiamo visto precedentemente e abbassa gli occhi per vederlo. A questo punto abbiamo bisogno di una figura qualsiasi in movimento davanti a noi a distanza variabile. E’ possibile osservare che, pur concentrandosi sull’oggetto che abbiamo posizionato per terra, riusciamo a cogliere gli spostamenti della figura in movimento. Questa è la visione periferica .

“Gioca a testa alta” è un messaggio che genera confusione nei giocatori e / o nelle giocatrici, in quanto troppo approssimativo.

Scegliamo con cura le parole e mettiamo al vaglio della ragione l’esperienza, anche se questo può voler dire andare contro a “concetti” che si sono tramandati nel corso di diverse generazioni e fanno, ormai, parte del linguaggio calcistico comune.

Rocco Spezzacatena